Pediatria

Appello FIMP: “Alleanza con MMG e specialisti contro gli stili di vita scorretti nell’adolescenza”


I comportamenti pericolosi per la salute iniziano spesso nella delicatissima fase di passaggio dall’infanzia all’adolescenza, ovvero proprio in quel periodo in cui continuità di cura e assistenza sono meno garantite, specie in un sistema sanitario come il nostro che ha visto la fascia d’età tra i 6 e i 18 anni spesso contesa tra pediatri di base e medici di famiglia.  

E proprio dai pediatri della FIMP (Federazione dei pediatri di famiglia italiani), riuniti a Sorrento per il 43° Congresso Nazionale, è giunto un nuovo appello per una alleanza globale con le altre associazioni mediche che consenta di creare un fronte comune contro gli stili di vita scorretti degli adolescenti italiani.

Rafforzare  l’alleanza tra pediatri, medici di medicina generale e specialisti clinici per garantire la continuità di assistenza e di cura ai giovanissimi è infatti la proposta scaturita dalla tavola rotonda che ha inaugurato i lavori:  “I giovani d’età compresa tra i 14 e 16 anni si trovano in una sorta di limbo nel quale il passaggio dal medico del bambino a quello dell’adulto non è sempre così chiaro e scontato -  ha affermato Giampietro Chiamenti, presidente nazionale FIMP. - E’ proprio in questa delicata fase della vita che iniziano alcuni comportamenti pericolosi per la salute come fumare, abbandonare la dieta mediterranea, abusare di alcol o avere rapporti sessuali non protetti. Per questo è necessario siglare un accordo tra le varie associazioni mediche e stabilire norme chiare e precise che garantiscano una migliore assistenza ai giovani. Questo vale non solo per la prevenzione ma anche per le patologie croniche che interessano circa il 10% dei bambini italiani”.

“Il ruolo del pediatria è fondamentale nel favorire i corretti stili di vita – ha confermato Ranieri Guerra, DG della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute  - E’  il professionista che ha il più forte rapporto di fiducia con i genitori italiani: può fornire non solo assistenza ma anche messaggi educativi importanti a tutta la famiglia e va senz’altro coinvolto, per esempio, nella somministrazione dei vaccini e per aumentare le coperture di immunizzazione che stanno calando nel nostro Paese”.

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, ha invece posto l’accento sulla necessità di mantenere l’attuale capillarità dell’assistenza pediatrica anche nelle zone più disagiate del Paese. Un tema cui dovrà essere data risposta – dicono i pediatri – al tavolo delle trattative: “Le ultime novità legislative introdotte dal Decreto Madia e dal DPCM seguito alla Legge di Bilancio – conclude  Chiamenti - devono essere definite con chiarezza in un nuovo Atto di Indirizzo che possa permettere una ripresa della contrattazione per tutta la medicina convenzionata. Il nostro auspicio è che ciò avvenga già nei prossimi due mesi”.